L'ambulatorio del Centro per la Diagnosi e Cura della Nevralgia del Trigemino e le Algie Cranio-Facciali si svolge tutti i mercoledì dalle ore 10:00 alle ore 12:00.
E' necessario prenotarsi presso il C.U.P. oppure telefonando allo 081 746.2570.
E' anche possibile richiedere un appuntamento on-line.
Presso la Cattedra di Neurochirurgia I dell'Università degli Studi di Napoli Federico II è attivo il Centro per la Diagnosi e Cura del Dolore , con particolare riferimento alla Nevralgia del Trigemino, le altre Algie Cranio-Facciali, il Dolore Lombare Cronico e la Nevralgia del Nervo Sovrascapolare.
In un'unica struttura sono possibili tutti i percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti con dolore, dalla diagnosi, alla terapia farmacologica e chirurgica, al follow-up.
La nevralgia trigeminale (NT) è una condizione dolorosa ed una affezione terribile per intensità, singolare nelle sue manifestazioni cliniche ed al tempo stesso proteiforme. E’ una esperienza soggettiva, determinata dal complesso intreccio di fattori biologici, psicologici, culturali e sociali. Si manifesta con crisi algiche violente, atroci, insopportabili, di tipo folgorante, o, meno frequentemente, urenti, trafittive. Il paziente resta immobile nell’espressione dell’attimo in cui l’accesso doloroso lo ha folgorato, i suoi occhi diventano fessure microscopiche, il suo viso, contorto e contratto, assume una mimica che esprime grande sofferenza. I comuni atti fisiologici della vita quotidiana, quali la masticazione e la fonazione, che coinvolgono i muscoli oro-facciali ed i territori cutanei sovrastanti, ingenerano la manifestazione dolorosa tanto che, per questi pazienti, diventa difficoltoso anche l’attendere all’igiene dei terrritori interessati; non di rado i pazienti affetti da NT vanno incontro a rilevanti cali ponderali, per la difficoltà ad alimentarsi e la qualità della loro vita subisce un grave deterioramento in senso globale.
Come si fa la diagnosi di Nevralgia del Trigemino?
La diagnosi di nevralgia trigeminale è essenzialmente “clinica”. Infatti, una corretta raccolta dell’anamnesi ed uno scrupoloso esame neurologico consentono di porre diagnosi. La tomografia computerizzata non presenta indicazione primaria nello studio della nevralgia trigeminale. Lo studio TC dei nervi cranici, infatti ed in particolare del trigemino, è gravato dall’inconveniente di artefatti creati dalle strutture ossee della fossa cranica posteriore. La RM ha consentito il superamento di tali difficoltà, perchè in grado di fornire in modo non invasivo la rappresentazione spaziale del nervo cranico secondo il suo asse principale. E’ naturalmente indispensabile una valutazione globale dell’encefalo, per escludere patologie, quali la Sclerosi Multipla, a loro volta responsabili di una sintomatologia atipica oppure anche di forme “essenziali”.
Caratteristiche della Nevralgia del Trigemino
Caratteristiche cliniche
Fattori scatenanti
Terapia
Dolore parossistico, di estrema violenza, trafittivo (a tipo “punture di aghi”) o folgorante (a tipo “scossa elettrica”), di breve durata (variabile da alcuni secondi a pochi minuti); il dolore è sempre unilaterale e localizzato solitamente nel territorio di una sola branca (2, 3, 1), + raramente di 2, eccezionalmente di tutte e 3.
Le crisi di dolore tendono a ripetersi in salve di 10-30 secondi
Spesso in coincidenza della crisi dolorosa comparsa di fenomeni riflessi: “tic doloroso” = rapide scosse dei muscoli facciali omolaterali, producenti una smorfia mimica; arrossamento zona dolente con lacrimazione e secrezione nasale.
Non deficit obiettivi della funzione trigeminale.
1) Stimolazione tattile di “trigger zones” = zone grilletto (piccole aree cutanee o mucose nel territorio trigeminale:>> angolo della bocca, ala del naso, solco nasolabiale)
2) Atti motori semplici come radersi, parlare, masticare, spazzolarsi i denti, lavarsi la faccia sbadigliare, soffiarsi il naso, ecc
Più raramente le crisi sono spontanee
Inizialmente la terapia è quella farmacologica.
Se la terapia medica fallisce o non è tollerata (tossicità), si ricorre alla terapia chirurgica
Quali sono le cure per questo problema?
Fortunatamente, l’arsenale terapeutico per il trattamento della nevralgia trigeminale è alquanto ampio.
La terapia farmacologica, che si avvale soprattutto di farmaci utilizzati per la cura dell’epilessia, è il trattamento di prima scelta.
I trattamenti chirurgici volti a risolvere la Nevralgia Trigeminale rappresentano una seconda linea di azione, e trovano generalmente un suo ruolo quando la terapia medica si sia rivelata del tutto o in parte inefficace, talora dopo un periodo prolungato di risultati soddisfacenti.
Le tecniche chirurgiche si avvalgono di interventi cosiddetti “percutanei”, oppure di interventi in fossa cranica posteriore.
Le procedure chirurgiche percutanee sono efficaci, maneggevoli, rapide, con tempi di degenza minimi, pressocchè prive di rischi, indicate soprattutto in quei pazienti, gli anziani “in primis”, in cui l’alea chirurgica è tale da controindicare un trattamento maggiore. Il loro limite è costituito dalla transitorietà del risultato e dalle frequenti recidive, che impongono nuovi trattamenti, con ulteriore danno alle fibre nervose e conseguente sommazione dei danni estesici.
La tecnica di decompressione microvascolare in fossa cranica posteriore è considerato un intervento chirurgico “maggiore”. Il razionale di tale intervento cosiste in quell ache viene considerate la causa della nevralgia trigeminale: un “conflitto” tra un vaso intracranico, generalemte arterioso, e la prima porzione del nervo trigemino, alla sua origine dal tronco dell’encefalo. L’intervento, che consiste in una piccola craniotomia suboccipitale, effettuata con tecnica microscopica, mira alla separazione del vaso dal nervo e viene eseguito in anestesia generale.
Una ulteriore possibiltà di trattamento risiede nella cosiddetta radiochirurgia stereotassica. Con tale metodica, una dose ultraconcentrata di radiazioni viene convogliata sul nervo trigemino per trattare il dolore.
Termocoagulazione con radiofrequenza (PRRR) Introduzione dell’ago-elettrodo lateralemte alla rima buccale. L’ago-elettrodo segue la direzione della terza branca trigeminale.
Altre procedure percutanee consistono nell'iniezione di alcool intorno al nervo (PRGR) oppure la compressione con palloncino (PBC).
Decompressione vascolare in fossa cranica posteriore Dopo avere esposto il nervo trigemino, si individua il "conflitto" tra il nervo stesso ed il vaso arterioso e lo si "risolve" con l'interposizione di materiale vario (muscolo, spugna di collagene, teflon, etc).
La nevralgia occiptale (NO) è una nevralgia da irritazione del nervo grande occipitale (nervo di Arnold), che origina dalla branca posteriore del 2° nervo cervicale. Inoltre, può essere implicato anche il nervo piccolo occipitale, che invece fa capo al 3° nervo cervicale.
Il dolore è tipicamente di tipo "trafittivo" e si sviluppa a partire dalla nuca, irradiandosi alla regione occipitale, da un lato del capo. Può estendersi fino al sopracciglio e dietro l'occhio. Qualche volta il dolore è continuo e può essere bilaterale. Poiché il mal di testaè unsintomocomunepernumerose condizioni,la nevralgiaoccipitaleèspessoconfusa con condizioni più comuni, quali la cefalea tensivao l'emicrania.Un altro sintomocomune è la fotofobia (ipersensibiltà alla luce), soprattuttoin occasione delle crisi cefalalgiche.
Le cause più frequenti di nevralgia occipitale vanno ricercate nei traumi, spesso ripetuti, della regione cervicale,oppure nelle patologie di tipo degenerativo-artrosico. Altre condizioni, sicuramente più rare, sono le malformazioni della cerniera occipito-cervicale e i tumori. Ad ogni buon conto, l'eziologia spesso rimane sconosciuta.
Come si fa la diagnosi di Nevralgia Occipitale?
La diagnosi di Nevralgia Occipitale si basa sull'esame clinico, con la possibilità di evocare il dolore tipico comprimendo il nervo all'emergenza cranica, nel punto di Arnold. Inoltre è quasi sempre presente una zona di alterata sensibilità della zona cutanea dove si irradia il nervo.
Nervo Occipitale Disegno schematico che mostra l'irradiazione cutanea del 2° nervo occipitale (nervo di Arnold).
Quali sono le cure per questo problema?
Una volta diagnosticata,la nevralgiaoccipitalepuò esseretrattatain diversi modi.Questiincludono il blocco del nervo con anestetico locale e/o steroidi,la stimolazione, la rizotomia con radiofrequenza, le iniezioni difenolo, i farmaci antidepressivi e la crioneurolisi. Nei casi in cuile misureconservativefalliscono, si può procedere alla neurolisichirurgicao allamicrodecompressione oppure, in alcuni casi, all'impianto di un sistema di stimolazione nervosa continua.
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